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Cultura&Storia | Lombardia

MUSA - Museo di Salò

Salò (BS)

Il MuSa viene inaugurato nel 2015 ponendosi come obiettivo centrale quello di costituire un luogo in cui raccogliere e comunicare l’identità della città, i suoi tesori e il suo contributo alla storia
nazionale. Il percorso museale è costituito da nuclei eterogenei fra loro che si innestano in una filigrana a comporre la storia di Salò e vivono in continuo dialogo con la città.
Contemporaneamente ci si è accorti che il museo poteva ambire ad un’apertura di respiro internazionale
in un luogo di grande passaggio quale è il Garda e quindi, da aprile del 2016 è allestita la mostra Da Giotto a De Chirico. I tesori nascosti
a cura di Vittorio Sgarbi. Sempre al critico d’arte è stata affidata la curatela di Si può scolpire
l’anima? e Il grande tour dei fotografi all’Expo 2015. Al terzo piano del museo è visitabile
inoltre la mostra Il culto del Duce (1922-1945). L’arte del consenso nei busti e nelle raffigurazioni di Benito Mussolini, ideata dal professor Giordano Bruno Guerri.

I SECOLI DI VENEZIA: IL PRIMATO DI SALO'
Durante il dominio veneziano (1426-1797), Salò impose il proprio primato sulla Comunità di Riviera o “Magnifica Patria”, attraverso una politica culturale e artistica costantemente indirizzata all’eccellenza della pieve, ricostruita a partire dal 1453: gli sforzi del Comune ebbero successo e furono riconosciuti dallo storico veneziano Marin Sanudo e da Isabella d’Este che esaltarono la magnificenza della chiesa e della città. Il museo espone alcune opere destinate alla pieve, tra cui lo straordinario tesoro di codici miniati acquistati dal Comune per la pieve nel 1448 (una Bibbia atlantica di scuola romana del primo XII secolo, quattro corali veronesi della fine del Trecento), e dipinti per i palazzi del Comune e del Provveditore veneziano.

I SECOLI DI VENEZIA: GASPARO DA SALO'
Il MuSa dedica ampio spazio alla figura di Gasparo da Salò (1540-1609), celebre liutaio che nei documenti si definiva artifex instrumentorum musicorum o maestro di violini. Il ruolo decisivo di Gasparo per l’elaborazione del violino venne riconosciuto sia dai liutai del Settecento come Guarneri del Gesù, sia dai collezionisti, fino a D’Annunzio che al suo mito si ispirò per ideare la straordinaria Coppa del Liutaio realizzata da Renato Brozzi (1924) e qui esposta.
La sezione, attraverso una politica di collaborazione con istituzioni e collezionisti, intende poi rappresentare la grande tradizione della liuteria bresciana attraverso prestigiosi depositi che si affiancano allo straordinario Contrabbasso Biondo di Gasparo (1590) circa, regolarmente suonato in audizioni settimanali cui il pubblico in museo può assistere.

TRA GLI IMPERI E LA MITTELEUROPA
Il MuSa racconta il tormentato periodo tra la caduta della Serenissima (1797) e la fine del dominio austriaco (1859) che portò a Salò la perdita del proprio primato ma anche un profondo rinnovamento istituzionale, urbanistico, sociale.
Il letto da campo di Napoleone (1802), esposto grazie alla collaborazione con il Museo Napoleonico di Rivoli Veronese, e le testimonianze della centralità di Giuseppe Garibaldi per la Salò postunitaria messe a disposizione dal Museo Storico del Nastro Azzurro e dalla Società di Mutuo Soccorso di Salò illustrano in maniera eloquente e suggestiva la lunga stagione in cui Salò fu un teatro di guerra. La vitalità artistica della città emerge attraverso i disegni di Rodolfo Vantini, protagonista del rinnovamento architettonico del primo Ottocento, e le opere di Angelo Landi, Anton Maria Mucchi, Cesare Bertolotti, Angelo Zanelli che restituiscono i volti della società salodiana tra la fine Ottocento e gli anni Venti, quando la città si affaccia sulla scena europea come luogo di villeggiatura per l’alta società e come palcoscenico del vivere inimitabile di Gabriele d’Annunzio.

LE SEZIONI SCIENTIFICHE DEL MUSEO: i preparati anatomici di Giovan Battista Rini
Nei primi decenni dell’Ottocento operò a Salò il celebre anatomista Giovan Battista Rini (1795-1856), che con finalità didattiche e filosofiche proseguì una tradizione di studi ed esperimenti sulla pietrificazione dei corpi avviata in Italia da Girolamo Segato. Ottenuti con un metodo mai rivelato ma basato sull’impregnazione di composti chimici, i preparati anatomici erano uno strumento fondamentale per l’insegnamento dell’anatomia, che solo successivamente diede vita a macabre leggende. Con l’esposizione al pubblico dei 19 preparati (per corrosione, a secco, organi) e dei diplomi accademici di Rini, il MuSa entra nell’importante filone della museologia che ha visto in questi anni in Italia il recupero di altri importanti gabinetti anatomici (da Lodi a Siena a Napoli).

LE SEZIONI SCIENTIFICHE DEL MUSEO: l’osservatorio meteo-sismico
Dal 1877 l’ex-collegio di Santa Giustina al 2004 ha ospitato l’Osservatorio meteo-sismico che ha rilevanza europea per la continuità delle rilevazioni. La collaborazione dell’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) ha consentito il recupero e l’esposizione del notevole patrimonio di strumenti ottocenteschi e di primo Novecento e il riallestimento dell’osservatorio di sismologia, con gli strumenti e le attrezzature originali fornite dall’INGV per il rinnovamento e aggiornamento della stazione sismica negli anni ’40 del Novecento.

REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA
MuSa è il museo della conoscenza condivisa. Al ruolo della memoria nella storia contemporanea è idealmente rivolta la sezione con le testimonianze relative ai 600 giorni della Repubblica Sociale, che racconta da angolazioni inattese il dramma della guerra civile.
Un’immersione globale per una sezione storica complessa, curata dal prof. Roberto Chiarini. Uno scarto rispetto agli abituali modi di ricordare un periodo doloroso che, senza falsi revisionismi, viene restituito nella sua interezza, nella speranza di aprire uno squarcio di verità per un futuro più sereno e più condiviso.

LA CIVICA RACCOLTA DEL DISEGNO
Nel MuSa è confluito il grande fondo grafico della Civica Raccolta del Disegno, fondata a Salò nel 1983 per documentare attraverso il disegno l’arte italiana dal secondo Dopoguerra: i suoi 670 fogli, oggetto di mostre nazionali e internazionali, consentono di ripercorrere le vie dell’arte italiana del Novecento dai grandi maestri del primo Novecento (De Pisis, Romani, Martini, Licini, Fontana, Sironi) alle ricerche astratte di Soldati, Dorazio, Accardi e Sanfilippo, all’informale di Birolli, Morlotti, Vedova, Mandelli e Afro, alle posizioni neofigurative di Forgioli,
Francese, Cavaliere e Stagnoli, fino alle espressioni più recenti.

  

Photogallery

  

 

MUSA - Museo di Salò

Via Brunati, 9

25087 Salò (BS)

 

Tel.: 0365 20553

Fax.: 0365 293243

 

info@museodisalo.it

www.museodisalo.it

 

Mappa

Card convenzionate per questa struttura

 

Agevolazioni card

Familycard

Ingresso gratuito ai bambini fino a 13 anni non compiuti (massimo 2), ognuno accompagnato da un adulto pagante intero.

FreeFun

2x1: ingresso gratuito per una persona (adulto o bambino) se accompagnata da un'altra pagante un biglietto adulto intero, solamente dal lunedì al venerdì eccetto le festività.

OneDay

Ingresso gratuito per 1 bambino fino a 13 anni non compiuti se accompagnato da un adulto pagante intero.

 

Apertura

- Dal 12 luglio al 31 agosto 2016: martedì, mercoledì, giovedì e venerdì dalle 10.00 alle 20.00 (orario continuato); sabato e domenica aperto dalle 10.00 alle 22.00 (orario continuato).
- Dal 1 settembre al 30 settembre 2016: martedì, mercoledì, giovedì e venerdì dalle 10.00 alle 18.00 (orario continuato); sabato e domenica aperto dalle 10.00 alle 20.00 (orario continuato).
- Dal 1 ottobre al 6 novembre 2016: dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 18.00 (orario continuato).
- Giorno di chiusura: lunedì.

 

Tariffe

- Biglietto intero: e 16.00.
- Biglietto ridotto: e 14.00
- Biglietto ridotto per le scuole: e 12.00.
GRATIS: i bambini fino ai 6 anni - il capogruppo - gli insegnanti 1 ogni 15 studenti - disabile e accompagnatore - giornalisti accreditati - possessori della tessera Abbonamento Musei della Lombardia
Il RIDOTTO viene applicato a: ragazzi dai 7 ai 18 anni - over 65 - tessere convenzionate (Touring Club, MondoParchi, Qui!Cultura, Promotion Card, Amici del Vittoriale, Biglietto Navigarda emesso da massimo due giorni) - comitive adulti minimo 25 persone - cittadini salodiani residenti con documento d’identità.

 

Come si arriva

Da nord: autostrada A22 Brennero, Uscita Rovereto Sud, seguire per Riva del Garda e poi S.S. 45bis fino a Salò.
Da sud: A4 uscita Brescia est, prendere tangenziale sud fino allo svincolo in direzione Salò, prendere S.S 45 bis fino all'ucita Salò centro.
Da est: A4 uscita Desenzano del Garda, proseguire su SS72 direzione Salò-Riva del Garda.
Le stazioni ferroviarie più vicine sono Desenzano del Garda e Brescia.

 

Agibilità

La struttura è agibile per i disabili

 

Animali ammessi

Accesso consentito con animali

 

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MUSA - Museo di Salò

Salò (BS)

  

  

Il MuSa viene inaugurato nel 2015 ponendosi come obiettivo centrale quello di costituire un luogo in cui raccogliere e comunicare l’identità della città, i suoi tesori e il suo contributo alla storia
nazionale. Il percorso museale è costituito da nuclei eterogenei fra loro che si innestano in una filigrana a comporre la storia di Salò e vivono in continuo dialogo con la città.
Contemporaneamente ci si è accorti che il museo poteva ambire ad un’apertura di respiro internazionale
in un luogo di grande passaggio quale è il Garda e quindi, da aprile del 2016 è allestita la mostra Da Giotto a De Chirico. I tesori nascosti
a cura di Vittorio Sgarbi. Sempre al critico d’arte è stata affidata la curatela di Si può scolpire
l’anima? e Il grande tour dei fotografi all’Expo 2015. Al terzo piano del museo è visitabile
inoltre la mostra Il culto del Duce (1922-1945). L’arte del consenso nei busti e nelle raffigurazioni di Benito Mussolini, ideata dal professor Giordano Bruno Guerri.

I SECOLI DI VENEZIA: IL PRIMATO DI SALO'
Durante il dominio veneziano (1426-1797), Salò impose il proprio primato sulla Comunità di Riviera o “Magnifica Patria”, attraverso una politica culturale e artistica costantemente indirizzata all’eccellenza della pieve, ricostruita a partire dal 1453: gli sforzi del Comune ebbero successo e furono riconosciuti dallo storico veneziano Marin Sanudo e da Isabella d’Este che esaltarono la magnificenza della chiesa e della città. Il museo espone alcune opere destinate alla pieve, tra cui lo straordinario tesoro di codici miniati acquistati dal Comune per la pieve nel 1448 (una Bibbia atlantica di scuola romana del primo XII secolo, quattro corali veronesi della fine del Trecento), e dipinti per i palazzi del Comune e del Provveditore veneziano.

I SECOLI DI VENEZIA: GASPARO DA SALO'
Il MuSa dedica ampio spazio alla figura di Gasparo da Salò (1540-1609), celebre liutaio che nei documenti si definiva artifex instrumentorum musicorum o maestro di violini. Il ruolo decisivo di Gasparo per l’elaborazione del violino venne riconosciuto sia dai liutai del Settecento come Guarneri del Gesù, sia dai collezionisti, fino a D’Annunzio che al suo mito si ispirò per ideare la straordinaria Coppa del Liutaio realizzata da Renato Brozzi (1924) e qui esposta.
La sezione, attraverso una politica di collaborazione con istituzioni e collezionisti, intende poi rappresentare la grande tradizione della liuteria bresciana attraverso prestigiosi depositi che si affiancano allo straordinario Contrabbasso Biondo di Gasparo (1590) circa, regolarmente suonato in audizioni settimanali cui il pubblico in museo può assistere.

TRA GLI IMPERI E LA MITTELEUROPA
Il MuSa racconta il tormentato periodo tra la caduta della Serenissima (1797) e la fine del dominio austriaco (1859) che portò a Salò la perdita del proprio primato ma anche un profondo rinnovamento istituzionale, urbanistico, sociale.
Il letto da campo di Napoleone (1802), esposto grazie alla collaborazione con il Museo Napoleonico di Rivoli Veronese, e le testimonianze della centralità di Giuseppe Garibaldi per la Salò postunitaria messe a disposizione dal Museo Storico del Nastro Azzurro e dalla Società di Mutuo Soccorso di Salò illustrano in maniera eloquente e suggestiva la lunga stagione in cui Salò fu un teatro di guerra. La vitalità artistica della città emerge attraverso i disegni di Rodolfo Vantini, protagonista del rinnovamento architettonico del primo Ottocento, e le opere di Angelo Landi, Anton Maria Mucchi, Cesare Bertolotti, Angelo Zanelli che restituiscono i volti della società salodiana tra la fine Ottocento e gli anni Venti, quando la città si affaccia sulla scena europea come luogo di villeggiatura per l’alta società e come palcoscenico del vivere inimitabile di Gabriele d’Annunzio.

LE SEZIONI SCIENTIFICHE DEL MUSEO: i preparati anatomici di Giovan Battista Rini
Nei primi decenni dell’Ottocento operò a Salò il celebre anatomista Giovan Battista Rini (1795-1856), che con finalità didattiche e filosofiche proseguì una tradizione di studi ed esperimenti sulla pietrificazione dei corpi avviata in Italia da Girolamo Segato. Ottenuti con un metodo mai rivelato ma basato sull’impregnazione di composti chimici, i preparati anatomici erano uno strumento fondamentale per l’insegnamento dell’anatomia, che solo successivamente diede vita a macabre leggende. Con l’esposizione al pubblico dei 19 preparati (per corrosione, a secco, organi) e dei diplomi accademici di Rini, il MuSa entra nell’importante filone della museologia che ha visto in questi anni in Italia il recupero di altri importanti gabinetti anatomici (da Lodi a Siena a Napoli).

LE SEZIONI SCIENTIFICHE DEL MUSEO: l’osservatorio meteo-sismico
Dal 1877 l’ex-collegio di Santa Giustina al 2004 ha ospitato l’Osservatorio meteo-sismico che ha rilevanza europea per la continuità delle rilevazioni. La collaborazione dell’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) ha consentito il recupero e l’esposizione del notevole patrimonio di strumenti ottocenteschi e di primo Novecento e il riallestimento dell’osservatorio di sismologia, con gli strumenti e le attrezzature originali fornite dall’INGV per il rinnovamento e aggiornamento della stazione sismica negli anni ’40 del Novecento.

REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA
MuSa è il museo della conoscenza condivisa. Al ruolo della memoria nella storia contemporanea è idealmente rivolta la sezione con le testimonianze relative ai 600 giorni della Repubblica Sociale, che racconta da angolazioni inattese il dramma della guerra civile.
Un’immersione globale per una sezione storica complessa, curata dal prof. Roberto Chiarini. Uno scarto rispetto agli abituali modi di ricordare un periodo doloroso che, senza falsi revisionismi, viene restituito nella sua interezza, nella speranza di aprire uno squarcio di verità per un futuro più sereno e più condiviso.

LA CIVICA RACCOLTA DEL DISEGNO
Nel MuSa è confluito il grande fondo grafico della Civica Raccolta del Disegno, fondata a Salò nel 1983 per documentare attraverso il disegno l’arte italiana dal secondo Dopoguerra: i suoi 670 fogli, oggetto di mostre nazionali e internazionali, consentono di ripercorrere le vie dell’arte italiana del Novecento dai grandi maestri del primo Novecento (De Pisis, Romani, Martini, Licini, Fontana, Sironi) alle ricerche astratte di Soldati, Dorazio, Accardi e Sanfilippo, all’informale di Birolli, Morlotti, Vedova, Mandelli e Afro, alle posizioni neofigurative di Forgioli,
Francese, Cavaliere e Stagnoli, fino alle espressioni più recenti.

  

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Ingresso gratuito ai bambini fino a 13 anni non compiuti (massimo 2), ognuno accompagnato da un adulto pagante intero.

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Ingresso gratuito per 1 bambino fino a 13 anni non compiuti se accompagnato da un adulto pagante intero.

 

Apertura

- Dal 12 luglio al 31 agosto 2016: martedì, mercoledì, giovedì e venerdì dalle 10.00 alle 20.00 (orario continuato); sabato e domenica aperto dalle 10.00 alle 22.00 (orario continuato).
- Dal 1 settembre al 30 settembre 2016: martedì, mercoledì, giovedì e venerdì dalle 10.00 alle 18.00 (orario continuato); sabato e domenica aperto dalle 10.00 alle 20.00 (orario continuato).
- Dal 1 ottobre al 6 novembre 2016: dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 18.00 (orario continuato).
- Giorno di chiusura: lunedì.

 

Tariffe

- Biglietto intero: e 16.00.
- Biglietto ridotto: e 14.00
- Biglietto ridotto per le scuole: e 12.00.
GRATIS: i bambini fino ai 6 anni - il capogruppo - gli insegnanti 1 ogni 15 studenti - disabile e accompagnatore - giornalisti accreditati - possessori della tessera Abbonamento Musei della Lombardia
Il RIDOTTO viene applicato a: ragazzi dai 7 ai 18 anni - over 65 - tessere convenzionate (Touring Club, MondoParchi, Qui!Cultura, Promotion Card, Amici del Vittoriale, Biglietto Navigarda emesso da massimo due giorni) - comitive adulti minimo 25 persone - cittadini salodiani residenti con documento d’identità.

 

Come si arriva

Da nord: autostrada A22 Brennero, Uscita Rovereto Sud, seguire per Riva del Garda e poi S.S. 45bis fino a Salò.
Da sud: A4 uscita Brescia est, prendere tangenziale sud fino allo svincolo in direzione Salò, prendere S.S 45 bis fino all'ucita Salò centro.
Da est: A4 uscita Desenzano del Garda, proseguire su SS72 direzione Salò-Riva del Garda.
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Via Brunati, 9

25087 Salò (BS)

 

Tel.: 0365 20553

Fax.: 0365 293243

 

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Il MuSa viene inaugurato nel 2015 ponendosi come obiettivo centrale quello di costituire un luogo in cui raccogliere e comunicare l’identità della città, i suoi tesori e il suo contributo alla storia
nazionale. Il percorso museale è costituito da nuclei eterogenei fra loro che si innestano in una filigrana a comporre la storia di Salò e vivono in continuo dialogo con la città.
Contemporaneamente ci si è accorti che il museo poteva ambire ad un’apertura di respiro internazionale
in un luogo di grande passaggio quale è il Garda e quindi, da aprile del 2016 è allestita la mostra Da Giotto a De Chirico. I tesori nascosti
a cura di Vittorio Sgarbi. Sempre al critico d’arte è stata affidata la curatela di Si può scolpire
l’anima? e Il grande tour dei fotografi all’Expo 2015. Al terzo piano del museo è visitabile
inoltre la mostra Il culto del Duce (1922-1945). L’arte del consenso nei busti e nelle raffigurazioni di Benito Mussolini, ideata dal professor Giordano Bruno Guerri.

I SECOLI DI VENEZIA: IL PRIMATO DI SALO'
Durante il dominio veneziano (1426-1797), Salò impose il proprio primato sulla Comunità di Riviera o “Magnifica Patria”, attraverso una politica culturale e artistica costantemente indirizzata all’eccellenza della pieve, ricostruita a partire dal 1453: gli sforzi del Comune ebbero successo e furono riconosciuti dallo storico veneziano Marin Sanudo e da Isabella d’Este che esaltarono la magnificenza della chiesa e della città. Il museo espone alcune opere destinate alla pieve, tra cui lo straordinario tesoro di codici miniati acquistati dal Comune per la pieve nel 1448 (una Bibbia atlantica di scuola romana del primo XII secolo, quattro corali veronesi della fine del Trecento), e dipinti per i palazzi del Comune e del Provveditore veneziano.

I SECOLI DI VENEZIA: GASPARO DA SALO'
Il MuSa dedica ampio spazio alla figura di Gasparo da Salò (1540-1609), celebre liutaio che nei documenti si definiva artifex instrumentorum musicorum o maestro di violini. Il ruolo decisivo di Gasparo per l’elaborazione del violino venne riconosciuto sia dai liutai del Settecento come Guarneri del Gesù, sia dai collezionisti, fino a D’Annunzio che al suo mito si ispirò per ideare la straordinaria Coppa del Liutaio realizzata da Renato Brozzi (1924) e qui esposta.
La sezione, attraverso una politica di collaborazione con istituzioni e collezionisti, intende poi rappresentare la grande tradizione della liuteria bresciana attraverso prestigiosi depositi che si affiancano allo straordinario Contrabbasso Biondo di Gasparo (1590) circa, regolarmente suonato in audizioni settimanali cui il pubblico in museo può assistere.

TRA GLI IMPERI E LA MITTELEUROPA
Il MuSa racconta il tormentato periodo tra la caduta della Serenissima (1797) e la fine del dominio austriaco (1859) che portò a Salò la perdita del proprio primato ma anche un profondo rinnovamento istituzionale, urbanistico, sociale.
Il letto da campo di Napoleone (1802), esposto grazie alla collaborazione con il Museo Napoleonico di Rivoli Veronese, e le testimonianze della centralità di Giuseppe Garibaldi per la Salò postunitaria messe a disposizione dal Museo Storico del Nastro Azzurro e dalla Società di Mutuo Soccorso di Salò illustrano in maniera eloquente e suggestiva la lunga stagione in cui Salò fu un teatro di guerra. La vitalità artistica della città emerge attraverso i disegni di Rodolfo Vantini, protagonista del rinnovamento architettonico del primo Ottocento, e le opere di Angelo Landi, Anton Maria Mucchi, Cesare Bertolotti, Angelo Zanelli che restituiscono i volti della società salodiana tra la fine Ottocento e gli anni Venti, quando la città si affaccia sulla scena europea come luogo di villeggiatura per l’alta società e come palcoscenico del vivere inimitabile di Gabriele d’Annunzio.

LE SEZIONI SCIENTIFICHE DEL MUSEO: i preparati anatomici di Giovan Battista Rini
Nei primi decenni dell’Ottocento operò a Salò il celebre anatomista Giovan Battista Rini (1795-1856), che con finalità didattiche e filosofiche proseguì una tradizione di studi ed esperimenti sulla pietrificazione dei corpi avviata in Italia da Girolamo Segato. Ottenuti con un metodo mai rivelato ma basato sull’impregnazione di composti chimici, i preparati anatomici erano uno strumento fondamentale per l’insegnamento dell’anatomia, che solo successivamente diede vita a macabre leggende. Con l’esposizione al pubblico dei 19 preparati (per corrosione, a secco, organi) e dei diplomi accademici di Rini, il MuSa entra nell’importante filone della museologia che ha visto in questi anni in Italia il recupero di altri importanti gabinetti anatomici (da Lodi a Siena a Napoli).

LE SEZIONI SCIENTIFICHE DEL MUSEO: l’osservatorio meteo-sismico
Dal 1877 l’ex-collegio di Santa Giustina al 2004 ha ospitato l’Osservatorio meteo-sismico che ha rilevanza europea per la continuità delle rilevazioni. La collaborazione dell’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) ha consentito il recupero e l’esposizione del notevole patrimonio di strumenti ottocenteschi e di primo Novecento e il riallestimento dell’osservatorio di sismologia, con gli strumenti e le attrezzature originali fornite dall’INGV per il rinnovamento e aggiornamento della stazione sismica negli anni ’40 del Novecento.

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MuSa è il museo della conoscenza condivisa. Al ruolo della memoria nella storia contemporanea è idealmente rivolta la sezione con le testimonianze relative ai 600 giorni della Repubblica Sociale, che racconta da angolazioni inattese il dramma della guerra civile.
Un’immersione globale per una sezione storica complessa, curata dal prof. Roberto Chiarini. Uno scarto rispetto agli abituali modi di ricordare un periodo doloroso che, senza falsi revisionismi, viene restituito nella sua interezza, nella speranza di aprire uno squarcio di verità per un futuro più sereno e più condiviso.

LA CIVICA RACCOLTA DEL DISEGNO
Nel MuSa è confluito il grande fondo grafico della Civica Raccolta del Disegno, fondata a Salò nel 1983 per documentare attraverso il disegno l’arte italiana dal secondo Dopoguerra: i suoi 670 fogli, oggetto di mostre nazionali e internazionali, consentono di ripercorrere le vie dell’arte italiana del Novecento dai grandi maestri del primo Novecento (De Pisis, Romani, Martini, Licini, Fontana, Sironi) alle ricerche astratte di Soldati, Dorazio, Accardi e Sanfilippo, all’informale di Birolli, Morlotti, Vedova, Mandelli e Afro, alle posizioni neofigurative di Forgioli,
Francese, Cavaliere e Stagnoli, fino alle espressioni più recenti.

  

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Apertura

- Dal 12 luglio al 31 agosto 2016: martedì, mercoledì, giovedì e venerdì dalle 10.00 alle 20.00 (orario continuato); sabato e domenica aperto dalle 10.00 alle 22.00 (orario continuato).
- Dal 1 settembre al 30 settembre 2016: martedì, mercoledì, giovedì e venerdì dalle 10.00 alle 18.00 (orario continuato); sabato e domenica aperto dalle 10.00 alle 20.00 (orario continuato).
- Dal 1 ottobre al 6 novembre 2016: dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 18.00 (orario continuato).
- Giorno di chiusura: lunedì.

 

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- Biglietto intero: e 16.00.
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GRATIS: i bambini fino ai 6 anni - il capogruppo - gli insegnanti 1 ogni 15 studenti - disabile e accompagnatore - giornalisti accreditati - possessori della tessera Abbonamento Musei della Lombardia
Il RIDOTTO viene applicato a: ragazzi dai 7 ai 18 anni - over 65 - tessere convenzionate (Touring Club, MondoParchi, Qui!Cultura, Promotion Card, Amici del Vittoriale, Biglietto Navigarda emesso da massimo due giorni) - comitive adulti minimo 25 persone - cittadini salodiani residenti con documento d’identità.

 

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Da nord: autostrada A22 Brennero, Uscita Rovereto Sud, seguire per Riva del Garda e poi S.S. 45bis fino a Salò.
Da sud: A4 uscita Brescia est, prendere tangenziale sud fino allo svincolo in direzione Salò, prendere S.S 45 bis fino all'ucita Salò centro.
Da est: A4 uscita Desenzano del Garda, proseguire su SS72 direzione Salò-Riva del Garda.
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Via Brunati, 9

25087 Salò (BS)

 

Tel.: 0365 20553

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info@museodisalo.it

www.museodisalo.it